07/03/2010

Come cambiare le regole a partita in corso

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Italia Brasile, finale dei campionati del mondo di calcio 2010.

 

Siamo al minuto 89, l’Italia conduce 4 a 1, con tutti i quattro goal segnati nel primo tempo mentre il goal della bandiera del Brasile è stato siglato al minuti 70. Al minuto 90 l’arbitro interrompe il gioco e riferisce ai capitani delle due squadre che i quattro goal dell’Italia non sono da considerarsi più validi, in quanto il comitato UEFA gli ha appena comunicato che è stata varata una norma che rende nulli i goal segnati nel primo tempo di una finale dei campionati del mondo quando la squadra avversaria sigla un goal al minuto 70.

 

L’Italia perderà la finale dei campionati del mondo per uno a zero.

 

Si chiama: cambiare le regole a partita in corso.

 

Questo è quello che sta succedendo in Italia - per l’ennesima volta - con il decreto legge varato con estrema efficienza dal Governo in un solo giorno, per rimettere in corsa per le elezioni regionali, le liste del PDL in Lombardia e Lazio. Liste che erano state escluse a norma di legge (insieme a molte altre liste minori in tutta Italia) per evidenti irregolarità. Invece di chiedere scusa ai propri elettori per la propria incapacità, superficialità, pressappochismo, per le proprie lotte interne che in Lazio hanno portato addirittura a non presentare le liste entro il termine stabilito per legge, per la propria incompetenza che in Lombardia ha portato a raccogliere centinaia di firme non valide, ovvero senza gli appositi timbri o incomplete, si grida al complotto, cercando di buttarla in “caciara”, e ancora una vola si violenta la democrazia e si impone una scelta autoritaria che calpesta la costituzione.

 

E le decine di piccole liste che ad ogni elezione non vengono ammesse a causa di irregolarità? Chi se ne frega, per loro non esiste un decreto legge tagliato su misura.

 

E per i cittadini che non pagano una multa, il bollo auto od una tassa qualunque entro la data di scadenza o, per esempio, non iscrivono i loro figli a scuola piuttosto che all’università entro la data di chiusura delle iscrizioni? Chi se ne frega, per loro non esiste un decreto legge retroattivo ah hoc.

 

Un piccolo esempio: nel decreto legge si stabilisce (articolo 1) che il termine per presentare le liste è rispettato anche se il dirigente che deve consegnarle non si trova nell’ufficio competente entro i termini di legge ma è all’interno di un qualunque locale del Tribunale o della Corte d’appello (per esempio al bar a mangiare un panino, nella hall a leggere topolino, o nel cesso a fischiettare). Esattamente quanto è successo in Lazio.

 

Viva la democrazia e la mancanza di vergogna e di dignità.

 

 

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13:25 Scritto da : sullozero in Abusi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: elezioni, formigoni, polverini, decreto, interpretativo, panino | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

21/08/2009

Sui voli di Stato c’è posto per tutti

Lo Stato Italiano mette a disposizione delle sue massime autorità una flotta di aeromobili (il 31esimo stormo a cui va aggiunta una pattuglia di piccoli ma lussuosi bimotori executive Piaggio P180), da utilizzarsi nell’ambito di incarichi istituzionali. Gli aerei di Stato sono, ovviamente, pagati con soldi pubblici. 

Nel 2007, il settimanale L’Espresso denunciò l'utilizzo improprio di un aereo di Stato da parte dell’allora ministro Clemente Ma­stella, salito col fi­glio sul volo di Stato che portava Francesco Rutelli a Monza per il Gran premio di F1. Il Ministro Mastella non ebbe alcun imbarazzo a dichiarare:

«Mio figlio non lo vedo mai, che male c’è se l’ho por­tato al Gran premio? Tanto, se in aereo erava­mo 10 o 15 non cambiava niente» (2009-06-02 Il Corriere della Sera.doc).

Da quell’episodio nacquero molte polemiche e una campagna moralizzatrice amplificata da TV e giornali. Il Governo Prodi modificò il regolamento (direttiva del 24 settembre 2007) vietando l’utilizzo dei voli di Stato a ministri, viceministri e sottosegretari, tutti dirottati su aerei di linea. Con le nuove misure, le ore di volo nel 2007 registrarono una riduzione del 45% rispetto al 2005 ed i costi si ridussero da 65 milioni di euro a 28 milioni di euro (2007-09-14 Il Giornale.doc, 2007-09-16 La Stampa.doc).

Un’inversione di tendenza, un piccolo segnale di contrazione delle spese. Tutto vanificato da due provvedimenti emanati negli ultimi dodici mesi.

Primo. In data 25 luglio 2008, il Governo ha emanato una direttiva ("Disciplina del trasporto aereo di Stato") che ha modificato radicalmente il regime per l'uso dei voli di Stato estendendone l’accesso anche a persone estranee alle delegazioni. Il punto chiave è il comma 2 dell’articolo 5:

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In pratica si permette un uso discrezionale dei voli di Stato estendendone l’accesso a chiunque, previa autorizzazione su indicazione dell’Autorità. 

Nei primi quattro mesi del 2009 le ore dei voli di Stato sono triplicate rispetto al 2008, come riportato in una recente inchiesta dell’Espresso. Proiettando questi dati su base annua si può ipotizzare una spesa complessiva sul 2009 di almeno 80 milioni di euro. Alla faccia della crisi e della recessione.

Secondo. A fine giugno il Governo ha deciso di trasferire il personale che si occupa dei voli di Stato alle dipendenze di­rette dell’intelligence. In questo modo le informazioni (liste dei passeggeri, piani di volo) saranno coperte da segreto. I trasferi­menti vengono giustificati con motivi di «sicurezza e ri­servatezza». Alla faccia della trasparenza verso i contribuenti. 

«La decisione è stata presa dal go­verno dopo la pub­blicazione delle fo­to del premier Sil­vio Berlusconi che imbarca a bordo degli aerei con la sigla «Repubblica Italiana» i suoi ospiti privati come il cantante Mariano Apicella, attori e bal­lerine. E dopo la circostanza, emersa durante gli accerta­menti della Procura di Bari, che anche Gianpaolo Taranti­ni - indagato per induzione al­la prostituzione per aver porta­to ragazze a pagamento nelle residenze del premier - si spo­stava tra Roma e Milano a bor­do di quei velivoli» (2009-07-01 Il Corriere della Sera.doc).

Gli stessi politici e gli stessi media (dai giornali ai TG) che due anni fa si scandalizzavano e sbraitavano contro “la casta dei voli blu”, oggi ignorano o minimizzano l’utilizzo degli stessi aerei di Stato da parte di aspiranti veline, attrici, ballerine di Flamenco, cantautori napoletani, direttori di TG (audio di Emilio Fede che negava l'evidenza podcast, estratto dalla trasmissione La Zanzara del 12 agosto 2009), assimilando il tutto a puro gossip.  

Olbia, 24 maggio 2008, una ballerina di flamenco all’arrivo a bordo dell’aereo presidenziale pagato da noi contribuenti Olbia, 24 maggio 2008, il cantante napoletano Apicella scende dall'aereo presidenziale pagato da noi contribuenti Olbia, 12 agosto 2009, arrivo dell'aereo presidenziale pagato da noi contribuenti Olbia, 12 agosto 2009, il Direttore del TG4, Emilio Fede, scende dall'aereo presidenziale pagato da noi contribuenti

Questi ipocriti vivono sulla nostra ignoranza, sulla nostra mancanza di consapevolezza, di passione civile e sul fanatismo che è stato inculcato a buona parte degli italiani con 15 anni di assuefazione e bombardamento mediatico. Ci raccontano che va tutto bene, che per superare la crisi dobbiamo consumare, che dipende tutto da noi e ci trattano come bambini di 12 anni, continuando a sperperare soldi pubblici davanti ai nostri occhi, con norme che diminuiscono la trasparenza e aumentano i loro privilegi. Una doppia morale: da una parte i sudditi, dall’altra gli eletti.

Un ulteriore esempio di quanto noi cittadini siamo considerati puri idioti da chi ci governa è dato dalle seguenti argomentazioni utilizzate per giustificare i due provvedimenti disposti (2009-06-01 Il Giornale.doc): 

«Quando posso utilizzo sempre aerei privati. Ma qualche volta, per ragioni di sicurezza, questo non mi è consentito. E allora sono costretto a utilizzare quelli di Stato. E se ho degli ospiti, devo far salire a bordo anche loro» (Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio) 

«complotto» (Roberto Maroni, Ministro degli Interni) 

la tesi del complotto i cui autori sono «alcuni mezzi di comunicazione di massa, ispirati da poteri editoriali e finanziari e correlati ad un settore del Pd» (Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PDL alla Camera) 

«portare l’attenzione su cose che non c’entrano niente con la politica» (Altero Matteoli, PDL) 

Intanto l’inchiesta sui voli di Stato è stata archiviata in quanto, nei viaggi analizzati era presente una persona titolata ad usufruire di quei collegamenti (nello specifico il Premier, indagato per abuso d’ufficio), e quindi potevano essere «ospitate» altre persone senza commettere alcun reato (2009-06-16 Il Corriere della Sera.doc). 

Ineccepibile, soprattutto in base al nuovo regolamento. Così come è probabile che lo stesso Berlusco­ni avesse tutti i diritti mesi fa di prendere l’eli­cottero della protezione civile per andare a far­si un massaggio alla beauty farm di Mességué in Umbria, come documentò un filmato del TG3 (2009-06-02 Il Corriere della Sera.doc); dettaglio completamente ignorato da Mediaset, TG1, TG2 e quindi dalla maggior parte degli Italiani. I diritti a norma di legge li aveva; l’opportunità e il rispetto per i soldi dei contribuenti no di certo. 

Applicando lo stesso principio, un semplice cittadino potrebbe salire su un treno o aereo senza biglietto. Infatti, il treno e l'aereo effettuano un viaggio sul quale sono presenti persone autorizzate a servirsene, cioè quelli che hanno pagato il biglietto. E inoltre: che differenza fa se salgo anch’io su un treno o su un aereo in cui vi sono ancora posti disponibili? Tanto parte lo stesso con o senza di me.

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