Quando Domanda e Offerta di Lavoro non si incontrano

 

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Alcuni giorni fa il Ministero del Lavoro ha pubblicato le statistiche sulla coesione sociale (fonte Istat). Emerge un dato signficativo e forse per certi versi singolare. I posti di lavoro persi in Italia dal 2007 al 2011 sono circa 250mila ma in realtà gli italiani hanno perso 1 milione di posti di lavoro mentre si sono creati 750mila posti di lavoro per i cittadini stranieri.

Le motivazioni sono legate in parte alle regolarizzazioni di colf e badanti avvenute anni fa, in parte alla maggiore disponibilità dei lavoratori stranieri a ricoprire mansioni più modeste.

Infatti, sempre dalle statistiche Istat, emerge che è straniero il 52% degli addetti alle pulizie, il 30% del personale alberghiero, il 23% degli operai addetti alle fognature, il 31% degli operai dell’edizilia specializzati, il 30% dei manovali dell’edilizia, il 29% commercianti ambulanti, per fare alcuni esempi.

Sembra paradossale ma nel 2011 non è stata soddisfatta la domanda di circa 117mila lavoratori per manisoni quali, per esempio, sviluppatori di software, tornitori, autisti di pullman, farmacisti, parrucchieri, infermieri, pavimentatori, idraulici, estetisti, addetti alla reception, progettisti meccanici, operatori di mensa.

Con questa tendenza sarà necessario acquisire 1 milione e 800mila lavoratori entro il 2020.

Le statistiche hanno più chiavi di lettura: da un lato sembra evidente che i cittadini stranieri pur di lavorare siano disponibili a maggiori sacrifici rispetto a quelli italiani; dall’altra però c’è il rischio concreto che questa disponibilità sia utilizzata strumentalmente per fare leva sulla riduzione dei diritti acquisiti in decenni di lotte sociali (dalla paga, alle condizioni di lavoro, alla licenziabilità) facendoli passare per privilegi.

Fonte Radio24, Focus Economia 18/05/2012, ore 17.30

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Quando Domanda e Offerta di Lavoro non si incontranoultima modifica: 2012-05-20T19:55:00+00:00da sullozero
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