Classe media addio

Nei giorni scorsi il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni delle persone fisiche (Irpef) relative all’anno d’imposta 2011. Nulla di nuovo rispetto alle analoghe dichiarazioni pubblicate negli anni scorsi (dettagli) ma guardando le statisiche principali c’è un dato che, a mio parere, è purtroppo particolarmente significativo: quello relativo al confronto tra le dichiarazioni del 2010 e quelle del 2011.

Il seguente grafico descrive la variazione del numero di contribuenti per classe di reddito complessivo tra i  redditi percepiti nel 2009 e 2010.

 

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Come si può vedere, aumenta ancora il divario tra i soggetti più ricchi – il cui reddito subisce un ulteriore incremento – e quelli più poveri, mentre la classe media si assottiglia sempre di più.

La ricchezza si concentra nei patrimoni accumulati nel passato mentre è in calo nel reddito; in altre parole, chi crea valore non riceve in cambio un riscontro mentre le posizioni di rendita prevalgono, segno del’immobilismo presente nel nostro Paese le cui riforme in atto sono comunque ancora una volta sbilanciate a sfavore dei soggetti più deboli.

Negli ultimi anni inoltre, si è invertita la distribuzione della ricchezza tra le classi di età: oggi al contrario che in passato gli anziani sono più ricchi dei giovani che non riescono ad accumulare.

Considerazioni amare ma oggettive, figlie di una classe politica inadeguata per affrontatare questi problemi che ancora oggi non si rende conto della situazione in cui vivono gli italiani “normali” che rispettano le leggi. Il distacco dalla realtà è testimoniato continuamente da notizie – per fare un paio di esempi – come le seguenti:

ü  Settimana scorsa l’Ufficio di presidenza della Camera, con una delibera presa a maggioranza, ha stabilito che i benefit per gli ex presidenti non siano più a vita ma durino “solo” dieci anni, eccezion fatta per coloro che sono ancora deputati in carica o lo sono stati nella precedente legislatura.

ü  «Non vado più alla Camera, i deputati non servono. Ma non mi dimetto», Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio (ex Pd e Api).

Se si volesse veramente provare ad invertire la tendenza bisognerebbe avere il coraggio di cambiare radicalmente: tra un anno, con le elezioni, non si dovrebbe più dare spazio sia a coloro che ci hanno portato a questa situazione, sia a coloro che non hanno fatto abbastanza per evitarlo. In sintesi, qualunque formazione politica che ha ottenuto più del 8-10% negli ultimi venti anni dovrebbe essere spazzata via stando attenti ai trasformisti che saltano sul carro del vincitore di turno.

Ma se ci mancherà la memoria tra pochi anni osanneremo il nuovo salvatore della Patria.

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Classe media addioultima modifica: 2012-04-03T18:10:00+00:00da sullozero
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