Non ci mancherete

Il Governo Italiano è composto attualmente da 65 persone: Presidente del Consiglio (1), Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio (9), Ministri senza Portafoglio (11), Ministri con Portafoglio (13), Vice Ministri (1), Sottosegretari (30). Nel corso della legislatura sono cambiate diverse poltrone: alcuni esponenti sono stati sostituiti, altri sono stati promossi. Ne ho estratto un campione significativo anche se non esaustivo.

Tutela della Legalità ed etica

Silvio Berlusconi. Presidente del Consiglio. Pluri imputato in decine di processi, prevalentemente per corruzione o frode fiscale, spesso prescritto grazie a leggi fatte dal suo stesso Governo. Il processo in corso più rilevante lo vede coi-imputato con l’avvocato David Mills in qualità di corruttore.

Umberto Bossi. Ministro per le riforme per il Federalismo. Condannato in via definitiva negli anni 90 a 8 mesi di reclusione per aver incassato 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.

Raffaele Fitto. Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale. A giugno 2006 ne è stato chiesto l’arresto per tangenti; richiesta respinta in quanto parlamentare da aprile 2006. Rinviato a giudizio per concorso in turbativa d’asta a febbraio 2009 e per corruzione e finanziamento illecito a dicembre 2009.

Guido Bertolaso. Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per la protezione civile fino a novembre 2010.  Ne è stato recentemente richiesto il rinvio a giudizio per corruzione, con l’accusa di aver ottenuto soldi e sesso in cambio della concessione degli appalti per il G8 alle ditte del costruttore romano Anemone, nell’ambito dei  lavori per le grandi opere.

Aldo Brancher. Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per il Federalismo fino a giugno 2010. Nominato Sottosegretario nonostante fosse (o proprio perché) imputato di ricettazione e appropriazione indebita si è avvalso del legittimo impedimento per bloccare il processo a suo carico ma è stato costretto a dimettersi su pressione del Capo dello Stato. Condannato a marzo 2011 in appello a due anni di carcere per appropriazione indebita e ricettazione.

Francesco Saverio Romano. Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. E’ il primo Ministro nella storia della Repubblica Italiana indagato per associazione mafiosa. Eletto quando era già indagato (forse proprio per questo) nonostante i dubbi del Presidente della Repubblica, ne è stato recentemente richiesto il rinvio a giudizio ma non si è mai dimesso.

Nicola Cosentino. Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanza fino a luglio 2010. Accusato da diversi pentiti di essere colluso con la camorra so­prattutto in relazione allo smaltimento illecito dei rifiu­ti. Ne è stato più volte richiesto l’arresto dalla magistratura; sempre negata l’autorizzazione a procedere in quanto parlamentare.

Altero Matteoli. Ministro per Infrastrutture e Trasporti. A giudizio dal 2004 con l’accusa di favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta per abusi edilizi sull’isola d’Elba. Nel 2009 ne è stata negata l’autorizzazione a procedere in quanto protetto dal suo ruolo di Ministro.

Roberto Castelli. Vice Ministro a Infrastrutture e Trasporti. Condannato dalla Corte dei Conti a restituire circa 100mila euro all’erario sia per consulenze assegnate senza alcun bando di gara sia per la nomina tardiva della commissione che avrebbe dovuto vigilare sulle relative società.

Valorizzazione del Merito e delle Competenze

Mariastella Gelmini. Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca. Paladina del merito, nel 2001 ha spostato la residenza da Brescia (31,7% di promossi) a Reggio Calabria (93,4% di promossi) per superare più agevolmente l’esame di abilitazione all’albo degli avvocati. «Ma perché non ha fatto l’esame a Brescia? Non l’ho fatto a Brescia perché a Brescia non si passava» (video).

Vittoria Brambilla. Ministro del Turismo. Sempre in tema di merito e competenza, nel 2010 ha creato tre posti di lavoro nominando nel consiglio di amministrazione dell’ACI, Eros Maggioni, odontotecnico, fidanzato da 19 anni del Ministro stesso; Geronimo figlio del Ministro La Russa; Massimiliano figlio del finanziere Bruno Ermolli consulente del Presidente del Consiglio.

Bruno Cesario. Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanza da maggio 2011. Promosso nel Governo in seguito al voto di fiducia di dicembre 2010, dimostra tutta la sua competenza in ambito economico e finanziario in questa intervista di cui riporto uno stralcio (ma consiglio l’ascolto completo) tratto da radio24. «Quale sarebbe se dipendesse da lei la sua ricetta per raggiungere il pareggio di bilancio? Domani il ministro dirà la sua proposta, adesso parlare è facile, la demagogia va bene, la crisi è così forte la situazione è difficile (omissis) Quali sono le sue competenze economiche? Io sicuramente non sono un economista ma sto lavorando tantissimo (omissis)» (audio completo).

Visione a lungo termine

Silvio Berlusconi. Presidente del Consiglio. Sempre lui, alcune frasi lungimiranti: «la crisi? Non è così grave» gennaio 2009; «nessuno in Europa ha fatto più di noi come misure anti-crisi» marzo 2009; «la crisi è psicologica» maggio 2009; «La ripresa non sarà veloce ma l’Italia va più di altri paesi Ue» marzo 2010.

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Non ci manchereteultima modifica: 2011-11-09T13:57:00+00:00da sullozero
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