La credibilità non s’improvvisa

«Chi commette reati non può restare in alcun movimento politico» (10 febbraio, Silvio Berlusconi, PDL, Presidente del Consiglio)

Belle parole, ma sono credibili? Atteniamoci ai fatti con una breve carrellata.

12 giugno 2008. Vengono chiesti gli arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo, Senatore PDL, i capi d’accusa variano dal falso all’abuso d’ufficio: è stato eletto nella circoscrizione Europa senza averne i requisiti. Il Parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere agli arresti, con il pieno appoggio del PDL e l’intervento decisivo dell’onorevole Gasparri, PDL.

4 febbraio 2009. Viene richiesta l’autorizzazione a procedere agli arresti domiciliari per Antonio Angelucci, deputato del PDL, nell’ambito dell’inchiesta dei Nas e dei carabinieri di Frascati sulle convenzioni con alcune case di cura che coinvolge diversi imprenditori e dipendenti di strutture sanitarie. Le accuse fanno riferimento alla costituzione di un’associazione per delinquere che avrebbe commesso, tra il 2005 e il 2007, truffe a danno del Servizio sanitario nazionale stimate in 170 milioni di euro, attraverso la fatturazione di prestazioni sanitarie mai effettuate o effettuate in assenza delle prescritte autorizzazioni. Il Parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere agli arresti.

25 marzo 2009. Letizia Moratti, Sindaco PDL di Milano, condannata dalla Corte dei Conti – con la giunta ed alcuni manager – a risarcire 263mila euro per danno erariale e colpa grave: ha assunto 51 dirigenti esterni, senza alcun concorso pubblico e senza nessuna ricerca delle professionalità, a fronte di un numero massimo consentito di 10 manager. Tra luglio 2006 e febbraio 2007 il numero degli incarichi è triplicato con stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. Il Sindaco non si è dimesso.

20 ottobre 2009. Rosanna Gariboldi, assessore PDL all’Organizzazione della Provincia di Pavia, arrestata nell’ambito dell’inchiesta di riciclaggio su Montecity Santa Giulia, la New Town di Milano. La Gariboldi avrebbe fatto transitare tra il 2001 e il 2008, su un suo conto corrente a Montecarlo, chiamato «Associati», circa 3,5 milioni di euro di fondi neri, con un guadagno per sé di 1 milione e 200.000 euro. A gennaio 2010 ha patteggiato due anni di reclusione.

28 ottobre 2009. La Camera ha approvato, a scrutinio segreto, la relazione della Giunta delle Autorizzazioni per non dare il via libera alla richiesta di processare il ministro delle Infrastrutture del PDL, Altero Matteoli, accusato di favoreggiamento, per aver informato il prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto di un’inchiesta a suo carico per abusi edilizi. Le motivazioni del non luogo a procedere sono le seguenti: si tratta di «un reato ministeriale» ovvero un reato compiuto nell’esercizio delle proprie funzioni e quindi tutelato dell’immunità. Inoltre il Ministro sarebbe vittima di «fumus persecutionis», ovvero persecuzione.

9 novembre 2009. Viene richiesta l’autorizzazione a procedere agli arre­sti per Nicola Cosentino, Sottosegretario all’Economia del Governo in carica, coordinatore PDL in Campania, per concorso esterno in associazione camorristica. Nicola Cosentino è accusa­to da almeno sei pentiti della camorra casalese, che lo indi­cano come il referente politi­co istituzionale dei clan so­prattutto in relazione allo smaltimento illecito dei rifiu­ti. Lui non si è dimesso, il suo partito ha fatto quadrato ed il Parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere agli arresti. 

24 novembre 2009. Italo Mileti, ex assessore forzista alla Regione Abruzzo, arrestato nell’ambito degli appalti per la ricostruzione del post-terremoto in Abruzzo. 

1 dicembre 2009. Elvira Savino, di 32 anni, parlamentare PDL, indagata per aver agevolato l’attività di riciclaggio del denaro proveniente dalla bancarotta della società “New Memotech srl” per la quale l’imprenditore barese Michele Labellarte era stato condannato per bancarotta fraudolenta. Secondo l’accusa, Savino premeva per favorire progetti edilizi della mafia.

11 dicembre 2009. Raffaele Fitto, Ministro PDL per i Rapporti con le Regioni, viene rinviato a giudizio per i reati di corruzione e illecito finanziamento ai partiti in concorso con l’imprenditore ed editore romano (di Libero e del Riformista) Giampaolo Angelucci, anch’egli rinviato a giudizio. 

16 dicembre 2009. Pier Gianni Prosperini, assessore allo spot e al turismo della regione Lombardia con il PDL, viene arrestato con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta per aver ricevuto una tangente di 230 mila euro nell’ambito di appalti a società che hanno gestito la pubblicità televisiva per la regione Lombardia. Inoltre, Prosperini è indagato per corruzione internazionale, nell’ambito della vendita al governo eritreo di otto pescherecci in cambio di 800 mila euro.

11 febbraio 2010. Milko Pennisi, consigliere comunale del PDL, presidente della commissione urbanistica a Milano, viene arrestato per concussione in flagranza di reato mentre intasca una mazzetta di 5 mila euro, versati dal proprietario di un palazzo di Milano per sbloccare una pratica. 

16 febbraio 2010. Sergio Bartoletti, consigliere comunale PDL di Cosenza, arrestato dalla polizia stradale insieme ad altre 9 persone per una serie di truffe alle compagnie assicuratrici.

22 febbraio 2010. Tiziano Butturini, ex Sindaco PD di Trezzano sul Naviglio (Mi) e Michele Iannuzzi, consigliere comunale PDL di Trezzano sul Naviglio (Mi), arrestati con l’accusa di corruzione nel corso di un’operazione contro la ‘ndrangheta condotta dalla Dia di Milano nella zona del Parco Agricolo Sud.

23 febbraio 2010. Viene richiesta l’autorizzazione a procedere agli arresti per Nicola Di Girolamo (ancora lui!), Senatore PDL, per essere stato eletto con i voti della ’ndrangheta. Nel corso dell’inchiesta è emerso che la ‘ndrangheta, tramite emissari calabresi in Germania, soprattutto a Stoccarda, avrebbe messo le mani sulle schede bianche per l’elezione dei candidati al Senato votati dagli italiani residenti all’estero e le avrebbero riempite con il nome di Nicola Di Girolamo. Per il senatore l’accusa è violazione della legge elettorale «con l’aggravante mafiosa». Il Senatore si è dimesso ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati; il suo intervento si è concluso con calorosi e prolungati applausi di solidarietà da parte dei senatori della maggioranza.

2 marzo 2010. Roberto Conte, condannato in primo grado a due anni e otto mesi per associazione camorristica con i casalesi e coinvolto in altri due procedimenti, di cui uno per corruzione, è inserito in una delle liste regionali (Alleanza di popolo) collegate al candidato presidente del PDL, Stefano Caldoro che dichiara: «è stata inserita (la candidatura) nottetempo, in maniera sleale, a tradimento. Da parte mia non c’è stata nessuna firma alla lista nella quale si presenta Conte. Io ho firmato solo i contrassegni elettorali».

Credo possa bastare per farsi un’idea a riguardo.

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La credibilità non s’improvvisaultima modifica: 2010-03-12T08:41:00+00:00da sullozero
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