19/01/2012
Il partito degli evasori fa quadrato
Può sembrare incredibile ma per oltre due settimane sono imperversate su tutti i giornali le polemiche relative ai controlli effettuati dalla Guardia di Finanza il 30 dicembre a Cortina.
In sintesi, 80 finanzieri hanno effettuato i controlli in 35 esercizi commerciali di Cortina. Nel giorno dei controlli tutti gli scontrini fiscali sono aumentati fino al 400%, gli incassi dei ristoranti sono risultati essere superiori del 300% rispetto ad un anno prima e del 110% rispetto al giorno prima; quelli delle boutique di lusso sono risultati essere superiori del 400% rispetto ad un anno prima e del 106% rispetto al giorno prima; i bar hanno raddoppiato gli incassi rispetto al giorno precedente. Su 251 Suv controllati 133 erano intestati a persone fisiche di cui 42 avevano dichiarato meno di 30mila euro lordi nel 2009-2010 (radio24, 9 gennaio ore 18.10, focus economia).
A parte il massiccio dispiego di agenti che credo sia stato voluto proprio per alzare l’attenzione e fungere da deterrente dando un segnale anche mediatico, di fronte a questi numeri non ci sarebbe molto da aggiungere. Invece siamo costretti ad ascoltare dichiarazioni del tipo:
«Ripeto invece che non mi piace questo metodo dei blitz da polizia fiscale, da elenco di proscrizione, fatti in un modo che sortiscono l'effetto di far scappare i turisti da una località come Cortina» (Daniela Santanchè, PDL)
«coloro che sovrintendono alla lotta all’evasione fiscale e quindi fra essi in primo luogo il dottor Befera devono anche avere la consapevolezza che operazioni come quelle fatte ieri a Cortina con controlli a tappeto rispetto a tutta un’area perche’ presumibilmente popolata in queste vacanze da ricchi sono del tutto inaccettabili e chiaramente ispirate ad una concezione ideologica del controllo fiscale» (Fabrizio Cicchitto, PDL)
E queste sono dichiarazioni che arrivano da esponenti politici che in primo luogo dovrebbero delegittimare chi non rispetta le leggi invece di criticare con il pretesto del bliz mediatico chi semplicemente ne verifica l’applicazione. Anche perché i primi ad essere danneggiati, oltre alla colettività, sono i negozianti onesti che subiscono una concorrenza sleale da chi evade.
D’altra parte, nessuno critica o criminalizza la ricchezza, anzi; quello che è sotto osservazione è l’evasione fiscale che – fino a prova contraria - è un reato. Ma a quanto pare in Italia il partito pro-evasori è molto diffuso e trova largo spazio nel giornale della famiglia Berlusconi su cui l’editorialista Vittorio Feltri scrive:
«Ciò che comunque lascia perplessi e addirittura offende è il modo in cui ha agito l’Agenzia delle entrate. L’Italia si estende dalle Alpi al Canale di Sicilia;come mai invece le verifiche si sono concentrate esclusivamente nella cittadina dolomitica, trascurando il resto del Paese?»
Già, strano.. forse perché è più probabile che il 30 dicembre a Cortina ci sia un giro d’affari superiore a quello di Linosa?
23:13 Scritto da: sullozero in Fisco | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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13/01/2012
Viva lo stato di polizia (fiscale)
A differenza del capitolo tasse - presenza costante in tutte le manovre recenti - nella lotta all’evasione fiscale la manovra Monti segna un’inversione di tendenza rispetto ai provvedimenti presi durante il Governo Berlusconi.
Infatti, è bene ricordare che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da alcune disposizioni che hanno incentivato e premiato chi evade le tasse; nel 2008, appena insediato, il Governo Berlusconi eliminò tutti i controlli di cassa introdotti l’anno precedente: dall’obbligo di comunicare gli elenchi dei clienti/fornitori, a quello di inviare i corrispettivi percepiti o di incassare i compensi con strumenti finanziari «tracciabili» per i professionisti, all’innalzamento della soglia di utilizzo del denaro contante. Nel 2009 lo stesso Governo varò l’ennesimo scudo fiscale attraverso cui regolarizzò i capitali illegalmente portati all’estero, facendo pagare agli evasori solo il 5% e garandendo loro l’anonimato e l’esenzione da sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche penali.
Provvedimenti vergognosi che hanno contribuito ad incrementare l’evasione nel Paese, la cui stima è passata da circa 125 miliardi di euro (2008) ad oltre 155 miliardi di euro (2010). D’altra parte non per nulla siamo primi in Europa per imponibile evaso (54,5%) e sono solo 796 gli italiani (su 41,5 milioni) che dichiarano al fisco più di un milione di euro. Tali numeri sarebbero da segnalare a chi ricorda che nel triennio 2009-2011 si è recuperato gettito fiscale, con una progressione definita «impressionante»: 9,1 miliardi, 10,6 miliardi e 11,5 miliardi, cercando quindi di far passare il messaggio che sotto il governo Berlusconi si è attuata una lotta all’evasione fiscale credibile; il gettito fiscale è aumentato – purtroppo – come conseguenza del fatto che si evade di più.
Ora, nella manovra varata dal governo Monti, vi sono alcune norme che, come già detto, segnano un cambio di marcia: da quest’anno tutti i movimenti dei conti correnti saranno comunicati all’agenzia delle entrare che potrà quindi incrociarli con le dichiarazioni dei redditi; inoltre si rischia il carcere (fino a due anni) se si mente al fisco mentre viene abbassata a mille euro la soglia di tracciabilità del denaro contante. Chiaramente queste disposizioni da sole non bastano, ci vuole ben altro ma la direzione finalmente è - a mio parere - quella giusta.
Non la pensano così alcuni giornalisti che scrivono sul quotidiano di proprietà della famiglia dell’ex premier e parlano di stato di polizia fiscale, chiedendosi cosa possa succedere in uno Stato che dispone di strumenti da Grande Fratello dove la privacy non esiste più ed altre fesserie del genere, dimenticandosi di dire che la privacy del singolo individuo cessa di esistere di fronte all’interesse collettivo e che il cittadino che rispetta le leggi ne ha solo da guadagnare da controlli più capillari.
23:55 Scritto da: sullozero in Fisco | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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04/01/2012
Tasse, unica certezza per il nuovo anno
Pochi giorni fa è stata approvata in via definitiva la prima manovra finanziaria del Governo Monti. Per quanto riguarda il capitolo tasse - ampiamente presente in questa manovra - siamo in piena continuità con il Governo Berlusconi; infatti in molti casi si tratta di rimodulazione ed estensione di tasse introdotte dal Governo precedente, in altri siamo di fronte a tasse nuove di zecca.
Di seguito un breve elenco, sperando di non aver dimenticato qualcosa.
Tassa su capitali scudati. I capitali illeciti regolarizzati pagando un misero 5% grazie allo scudo fiscale varato dal Governo Berlusconi nel 2009, saranno soggetti ad un'imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille. Per gli anni 2012 e 2013 l'aliquota è stabilita rispettivamente nella misura del 10 e del 13,5 per mille.
Tassa su immobili all’estero. Imposta di bollo dello 0,76% sul valore degli immobili situati all'estero, destinati a qualsiasi uso, da persone fisiche residenti in Italia.
Tassa su attività finanziarie all’estero. A partire dal 2011, è istituita un'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero da persone fisiche residenti in Italia. L'imposta è dello 0,1% annuo del valore delle attività finanziarie per il biennio 2011-2012 e dello 0,15% a partire dal 2013.
Tassa su strumenti finanziari. L’imposta di bollo sul deposito titoli incrementata da 34 euro a 150, 780 e 1100 euro (a seconda del deposito) dal Governo Berlusconi nella manovra di luglio 2011, viene rimodulata e sostituita dalla tassazione sul bollo per gli strumenti finanziari includendo anche prodotti finanziari non soggetti all'obbligo di deposito. L’imposizione è su base proporzionale pari all'1 per mille per il 2012 e all'1,5 per mille a decorrere dal 2013. Inoltre, i clienti con giacenza annua (conto corrente, libretti di risparmio) inferiore a 5 mila euro saranno esentati dal bollo.
Tassa su beni di lusso. Nella manovra di luglio 2011, il governo Berlusconi aveva introdotto una tassa sugli autoveicoli con potenza superiore ai 225 Kw pari a 10 euro per ogni kW di potenza oltre a tale limite. Ora la tassazione sui beni di lusso viene rimodulata (20 euro per ogni kW di potenza superiore a 170 Kw sulle autovetture immatricolate negli ultimi tre anni) ed estesa, includendo anche le imbarcazioni con una tassa di stazionamento giornaliera per gli scafi superiori ai 10 metri e gli aereomobili privati. Tale tassa si riduce progessivamente dopo alcuni anni dall’immatricolazione.
Tassa sui carburanti. Il 2011 sarà un anno da ricordare: alle due nuove accise (circa 6 centesimi di euro) introdotte dal Governo Berlusconi a inizio anno con la motivazione dell’emergenza («Piccolo sacrificio che gli italiani saranno lieti di fare» disse il sottosegretario Letta) e poi rese definitive nella manovra di agosto 2011, si aggiunge un ulteriore incremento delle aliquote su benzina e diesel rispettivamente di 8,2 centesimi e 11,2 centesimi al litro.
Tassa sulla casa. L’ICI sulla prima casa era stata ridotta (aumentando le detrazioni) nel 2007 dal Govenro Prodi e azzerata nel 2008 dal Governo Berlusconi. Successivamente, i decreti attuativi sul federalismo fiscale hanno previsto a partire dal 2014 la sostituzione dell’ICI sulla seconda casa con l’IMU (imposta municipale unica) alzando l’aliquota di riferimento dal 6,4 al 7,6 per mille. Ora l’IMU viene anticipata ed estesa alla prima casa con una franchigia di 200 euro ed un meccaniso di calcolo che incrementa da 100 a 160 il moltiplicatore da applicare alle attuali rendite catastali (calcola la nuova IMU).
IVA. Nella manovra di agosto 2011, il Governo Berlusconi aveva incremenato dal 20% al 21% l’IVA. Inoltre, la stessa manovra estiva prevedeva il taglio lineare (5% nel 2013 e 20% nel 2014) di tutte le agevolazioni fiscali per le famiglie italiane (figli a carico, asili, spese mediche, risparmio energetico, e così via) se entro il prossimo 30 settembre il Governo non fosse riuscito ad attuare la riforma fiscale che avrebbe dovuto portare risparmi per diversi miliardi di euro. Ora, con la manovra Monti, tale clausola di salvaguardia viene modificata sostituendo il taglio delle detrazioni fiscali alle famiglie con l’aumento dell’IVA dal 21% al 23% dal secondo semestre 2012.Può non piacere ma forse è meno iniquo.
Irpef. L'addizionale Irpef regionale ha visto salire con effetto sull'anno d'imposta 2011 la propria aliquota di base dallo 0,9% all'1,23%.
Come si può vedere, la maggior parte delle imposte introdotte, se non tutte, sono conseguenza diretta di scelte sbagliate - vuoi per incapacità, vuoi per precisa volontà politica - fatte dal Governo precedente. E’ quindi paradossale ascoltare dichiarazioni deliranti e menzognere di chi - con la sua coalizione - è il principale responsabile di questo disastro.
«Troppe tasse, rischiamo la recessione»
«Noi fino all'estate scorsa abbiamo sempre tenuto i conti in ordine tagliando le spese invece di alzare le imposte»
Ma forse chi fa tali dichiarazioni pensa che l’italiano medio sia un fesso facilmente manipolabile (ed è difficile dargli torto guardando il passato recente) cosa che ha fatto capire esplicitamente anche in tempi non troppo lontani.
12:39 Scritto da: sullozero in Tasse & Balzelli | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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25/12/2011
Addio Vagoni Letto
Trenitalia è la principale società Italiana nella gestione delle attività di trasporto passeggeri e logistica. La Società e controllata al 100% dalle Ferrovie dello Stato Spa, azienda a partecipazione statale attraverso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Pochi giorni fa è entrato in vigore il nuovo orario ferroviario invernale di Trenitalia caratterizzato caratterizzato dall’addio ai vagoni letto ovvero dai tagli ai treni notturni che collegano il nord al sud del Paese. Chi vorrà andare da Milano o Torino verso la Puglia viaggiando di notte dovrà cambiare a Bologna in orari non certo comodi per famiglie con bagagli; allo stesso modo chi vorrà andare in Sicilia dovrà cambiare a Roma.
Ancora una volta le motivazioni sono esclusivamente legate al profitto: si eliminano i treni meno redditizzi (per l’azienda) per far quadrare i conti danneggiando i clienti e peggiorando la qualità del servizio, oltre naturalmente a tagliare posti di lavoro.
Trenitalia si può permettere queste decisioni unilaerali perché in Italia non esiste concorrenza in questo settore; il primo tentativo di liberalizzare il settore è stato fatto dai treni rossi e gialli di Arenaways sulla tratta Milano-Torino e da quelli della Deutsche Bahn sulla Milano-Monaco, Bologna-Monaco e Venezia-Monaco. I vettori privati sono sostanzialmente dei treni fantasma: non è possibile sapere da che binario partono, non si possono comprare i biglietti e non vengono inclusi negli orari. Ma soprattutto, non possono fare fermate intermedie grazie ad un ricorso di Trenitalia accolto dall’Ufficio per la regolazione del traffico ferroviario. Oggi Arenaways è fallita.
L’assenza di concorrenza va di pari passo con la difesa delle posizioni dominanti e dei monopoli, pratica molto diffusa in Italia grazie a precise scelte politiche; altra pratica diffusa riguarda le grandi opere come quelle legate ai treni ad alta velocià, modernizzazione necessaria per il nostro Paese ma di cui si abusa, prevedendo cantieri anche su tratte in cui non esiste domanda che giustifichi un investimento (con soldi pubblici) così ingente. La TAV Torino-Lione ne è l’esempio più evidente.
Non stupisce quindi se nell’ultimo decennio l’Italia è l’unico fra i grandi paesi europei ad aver visto calare il numero di passeggeri su ferrovia con un -3% (2000-2009), a fronte di un +9% in Germania, +14% in Spagna, +23% in Francia, +37% in Gran Bretagna. In calo da noi è arrivato proprio in coincidenza con il decollo dell’alta velocità: dal 2007 al 2010 c’è stata una diminuzione di passeggeri del 14% per l’insieme dei treni a mediia e lunga percorrenza con il balzo dei passeggeri di Frecciarossa saliti del 24% in tre anni che non ha compensato il taglio di Intercity, Espressi e Notturni. A livello europeo il Paese che è riuscito più ad avvicinare i passeggerei ai treni è la Gran Bretagna ovvero quello che ha investito di meno sull’alta velocità ed ha liberalizzato di più (dettagli).
In sintesi, a fronte di un esiguo numero di persone che beneficia (giustamente) dell'Alta velocità, i pendolari costituiscono più del 90% dei viaggiatori: per loro l’assenza di concorrenza si è tradotta in tutti questi anni in un incremento dei prezzi e dei tempi di percorrenza accompaganti da disagi continui per guasti, sporcizia, sovraffolamento, soppressioni, riduzione dei passaggi su alcune tratte.
Sarebbe il caso di pensarci quando i Governi investono miliardi di euro per grandi opere faraoniche che dovrebbero modernizzare il Paese.
23:17 Scritto da: sullozero in Concorrenza | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: trenitalia, vagoni letto, tav, concorrenza, pendolari | OKNOtizie |
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18/12/2011
I Pagliacci
Fino a poche settimane fa erano al Governo. Negli ultimi dieci anni hanno guidato il Paese, quasi ininterrottamente, contribuendo – e di questo bisogna dargli il giusto merito - in maniera decisiva a portare l’Italia sull’orlo (o forse oltre) del fallimento.
Hanno votato tutti i condoni fiscali, tutti i condoni edilizi varati dai Governi di cui hanno fatto parte; si sono opposti all’eliminazione del vitalizio per i parlamentari, hanno protetto poche centinaia di allevatori che non hanno mai pagato le multe sforando le quote latte a loro assegnate e determinando sanzioni da parte dell’Europa pagate con soldi pubblici.
Hanno contribuito ad incrementare la spesa pubblica passata da circa 500 miliardi/anno nel 2000 a 800 miliardi/anno nel 2009 (e non ho sottomano i dati del 2010); solo nel 2009 hanno incrementato il debito pubblico di 100 miliardi; per non parlare dell’andamento di altri indicatori economici che nell’ultimo decennio sono decisamente peggiorati (dettagli).
Hanno ridotto i fondi di sostegno alle famiglie italiane che passeranno 2.520 milioni di euro (2008) a 472 milioni di euro (2013): -80%.
Hanno ridotto le tutele di molti lavoratori abrogando il meccanismo che bloccava il malcostume attraverso cui molti datori di lavoro facevano sottoscrivere al dipendente le dimissioni in bianco come condizione per ottenere il lavoro; ne hanno ridotto i diritti votando l’articolo 8 alla manovra di agosto 2011, attraverso cui, sotto alcune condizioni sarà possibile effettuare licenziamenti senza giusta causa (e non solo) in deroga alle leggi nazionali.
Hanno frenato liberalizzazioni e concorrenza senza proporre alcuna ricetta per la crescita del Paese. E per quanto riguarda le tasse - limitandosi esclusivamente al 2011 - hanno votato tutte le manovre economiche in cui sono stati introdotti o incrementati balzelli vari.
Milleproroghe. Esempi: tassa sul cinema (poi tolta incrementando le accise sulla benzina), aumento di irpef e accise benzina per le regioni colpite da calamità naturali.
Decreto attuativo n.68 sul Federalismo fiscale. Esempio: tassa sugli automobilisti (incremento dell’imposta di trascrizione).
Manovra di luglio. Esempi: tasse sulla benzina, sull’alta velocità, sui ticket e pronto soccorso, sulla giustizia, sulle detrazioni fiscali, su bonus e stock option, su pensioni, su deposito titoli, sulle attività produttive, sui suv.
Manovra di agosto. Esempi: tassa sulle spese di giustizia (in aggiunta a quella di luglio), bollo sui money transfert, incremento dell’IVA, aumendo addizionale IRES.
Però a parte questo (e tutto quello che ho dimenticato), hanno fatto molto bene.
21:43 Scritto da: sullozero in Tasse & Balzelli | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: tasse, lega, vitalizio, condoni, famiglie, lavoro, articolo 8, pagliacci | OKNOtizie |
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11/12/2011
Il punto di non ritorno si avvicina?
Rigorosa, poco equa, necessaria ma non sufficiente, timida e carente in fatto di crescita. Sembra che queste siano in sintesi le principali caratteristiche di questa manovra economica. Ancora una volta non sono stati toccati i grandi interessi mentre i privilegi sono stati appena sfiorati. Forse si è persa una grande opportunità: un Governo che non doveva seguire il consenso di una parte dell’elettorato poteva scontentare tutte le forze politiche presenti in Parlamento con provvedimenti che altrimenti non sarebbero mai passati; dall’abolizione o riduzione dei rimborsi elettorali per i partiti, all’eliminazione dell’esenzione della Chiesa per il pagamento dell’ICI sui propri beni usati non esclusivamente per fini commercali, per fare un paio di esempi. A quel punto votare contro la manovra sarebbe stato impopolare perché i partiti politici avrebbero perso molto consenso agli occhi dei cittadini.
Di certo, i tempi stretti per attuare la manovra sono un’attenuante reale dato che era ed è in gioco il fallimento del Paese. Da questo punto di vista, se l’attuale Governo rimarrà in carica fino a fine mandato c’è il tempo sufficiente per aspettarsi provvedimenti che colpiscano le ampie sacche di privilegio presenti nel nostro Paese.
Ma questa manovra non basterà. Il principale provvedimento strutturale riguarda la revisione del sistema pensionistico ma i tagli alla spesa pubblica improduttiva sono decisamente insufficienti così come i provvedimenti per la crescita o per contrastare l’evasione fiscale. Inoltre, l’incremento delle tasse frenerà ulteriormente i consumi.
C’è un esempio che lascia perplessi quando si parla di equità: lo scudo fiscale varato dal Governo Berlusconi nel 2009 ha regolarizzato oltre 100 miliardi di capitali evasi dagli Italiani a fronte dei quali lo Stato ha chiesto un misero 5%. Nella manovra attuale viene richiesto – sempre che sia tecnicamente possibile riscuoterlo - un ulteriore quanto misero 1,5% ovvero circa 2 miliardi di euro. In sintesi, chi prima ha evaso e poi regolarizzato la propria posizione dovrebbe pagare solo il 6,5%, quando un normale lavoratore paga circa dal 20% al 40% di trattenute.
Analoghi provvedimenti varati da parte degli altri Paesi hanno chiesto agli evasori almeno il 20-30%. Sarebbe stato equo chiedere altrettanto recuperando 20-30 miliardi di euro (equivalente all’interna manovra economica) invece di incrementare ulteriormente le accise sulla benzina o bloccare per due anni l’adeguamento delle pensioni sotto i 936 euro.
Perché non è stato fatto?
19:21 Scritto da: sullozero in Crisi economica, opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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