20/11/2009
La banda larga = Sviluppo e Competitività
“MIGLIORI INFRASTRUTTURE PER UN PAESE COMPETITIVO”.
Molti politici si riempiono la bocca con un simile slogan. Peraltro, tale affermazione è più che condivisibile.
Tuttavia ciò che conta sono i fatti, ovvero le azioni messe concretamente in atto per trasformare una dichiarazione d’intenti in qualcosa di concreto.
Ebbene, leggiamo questi ultimi giorni che parte del Governo non considererebbe prioritario lo sviluppo della banda larga nel territorio Italiano. Ciò anche a causa di difficoltà a reperire la totalità dei fondi necessari. Di conseguenza, in data 09/11/2009 le aziende del comparto delle telecomunicazioni, molto preoccupate, hanno inviato un accorato appello al Governo affinché si trovino al più presto le risorse economiche (circa 800 milioni di Euro) senza ritardi o soluzioni di compromesso.
Ma cerchiamo di capirne di più: che cos’è la banda larga? Perché va estesa all’intero territorio nazionale?
Innanzitutto per “banda larga” si intende l’accesso e quindi l’utilizzo della rete Internet veloce (Adsl e/o fibra ottica). Per maggiori dettagli: funzioni e potenzialità dell’internet veloce.
E’ chiaro ed evidente che l’attuazione di tale progetto permetterebbe sia a privati cittadini, sia ad aziende maggiore velocità e dinamismo nello scambio di informazioni, sviluppo affari, invio merci, e così via.
A tale proposito è interessante osservare l’attuale posizione dell’Italia in raffronto agli altri Paesi dell’unione Europea (UE) in tema di E-commerce, ovvero l’acquisto di beni e/o servizi tramite Internet.
Purtroppo la fotografia che ne ricaviamo è allarmante. Secondo i dati ufficiali più recenti (2008) l’Italia si colloca al 20esimo posto su un totale di 27 Paesi.
In particolare solo l’11% degli Italiani ha effettuato almeno un acquisto tramite E-commerce nel 2008.
Di contro, Paesi con una popolazione simile alla nostra come Inghilterra Germania e Francia hanno rispettivamente segnato un 57%, 53% e 40%.
Nel mondo l’E-commerce è già una realtà. Cresce a ritmi vertiginosi grazie all’accesso diffuso di Internet veloce.
Più in generale, la seguente tabella evidenzia il divario digitale tra l’Italia ed i principali paesi europei:
Siamo in ritardo ed abbiamo urgenza di sviluppare la nostra infrastruttura (banda larga) per recuperare velocità nell’autostrada della competitività.
In conclusione, il rischio che l’Italia resti arretrata in un’infrastruttura fondamentale per la competitività del Paese è reale; lo sviluppo della banda larga è un tonico anti-crisi formidabile anche se meno visibile delle strade e dei ponti: quello che ci consente di navigare velocemente in Internet, con benefici per la nostra vita privata e professionale, per la competitività e la produttività delle aziende italiane che si devono rapportare tutti i giorni con quelle straniere, per i servizi forniti dalla pubblica amministrazione ai cittadini.
Autore It’s no game
09:13
Scritto da : sullozero
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17/11/2009
Inopportuno al Quadrato
Otto mesi fa, in tempi non sospetti, scrivevo di quanto fosse inopportuna la presenza nel Governo di un sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze - Nicola Cosentino - in odore di camorra.
Per carità, vale sempre la presunzione di innocenza ma, al di là di ogni risvolto penale della vicenda che lo riguarda (si parla di appalti truccati, voto di scambio e gestione dei rifiuti per favorire la camorra), vi sono ragioni di trasparenza e credibilità delle istituzioni verso noi cittadini.
Nicola Cosentino, invece, è stato indicato dal PDL come candidato (e qualunque candidato del centro destra sarà vincitore quasi sicuramente dopo i danni causati dalla giunta Bassolino) della presidenza per la regione Campania alle prossime elezioni regionali (2009-10-21 La Stampa.doc).
Doppiamente inopportuno.
La recente richiesta di arresto per Nicola Cosentino, non avrà alcuna conseguenza per lui in quanto non si può arrestare nessun parlamentare senza il consenso del Parlamento (articolo 68 Costituzione.jpg) e il Parlamento Italiano non da mai il consenso (di solito almeno l’80% dei parlamentari vota sempre contro la richiesta di arresto). Ma l’articolo 68 della Costituzione prevede che il Parlamento non dia il consenso agli arresti solo in un caso eccezionale; cioè che ci siano le prove che quell'indagine a un parlamentare abbia finalità politiche (la famosa persecuzione).
I parlamentari italiani quindi, stravolgono regolarmente l’articolo della costituzione e lo reinterpretano per salvare dall’arresto un loro collega. E’ successo recentemente con Nicola De Girolamo, Altero Matteoli, Salvatore Margiotta; succederà anche questa volta per Nicola Cosentino.
Quello che è certo è che dopo anni di indagini e intercettazioni telefoniche emerge un quadro di rapporti, frequentazioni, interessi finanziari, imprenditoriali e relazioni di Cosentino con gli ambienti e le famiglie camorristiche di Bidognetti e Schiavone su cui i magistrati verificheranno la presenza di reati penali o meno (ordinanza completa.pdf). Ma il punto non è questo, o meglio: non è solo questo e prescinde da un’eventuale condanna.
Un politico che riveste incarichi di governo non può frequentare camorristi o mafiosi, anche solo per bere un caffè, in quanto è sottoposto ad alcuni criteri etici di disciplina che sono previsti, tra l’altro, dalla Costituzione (articolo 54 Costituzione.jpg).
Mentre i normali cittadini devono rispettare la Costituzione e la legge, coloro che rivestono incarichi pubblici hanno un supplemento di obbligo, legato al loro comportamento ed alle loro frequentazioni.
Se poi ci vogliamo attenere ai capi d’accusa rilevati in seguito alle indagini, leggiamo testualmente (2009-11-10 Il Sole24Ore.doc):
«contribuiva, sin dagli anni '90 a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie di Bidognetti e Schiavone».
«riceveva puntuale sostegno elettorale (dalla camorra, ndr) in occasione alle elezioni a cui Cosentino partecipava quale candidato diventando consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore del partito di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare del 2001».
Avrebbe in particolare «garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali»
Esercitava «indebite pressioni nei confronti di enti prefettizi per incidere, come nel caso della Eco4 spa (società che operava nel settore dei rifiuti, ndr) nelle procedure dirette al rilascio delle certificazioni antimafia».
Creava e cogestiva «monopoli d'impresa, quali l'Eco4 spa e nella quale Cosentino esercitava, in posizioni sovraordinata a Giuseppe Vitiello, Michele Orsi (ucciso poi in un agguato di camorra, ndr), e Sergio Orsi, il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando delle attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l'assunzione di personale e per diverse utilità».
Accuse inquietanti; un ottimo curriculum per un sottosegretario del Governo e possibile presidente della regione Campania che ci fa sapere:
«Non lascio né il posto di sottosegretario né la candidatura alla Regione Campania. Devo tutto al presidente Berlusconi, come gli devono tutto coloro che ricoprono incarichi più o meno importanti» (2009-11-12 Il Giornale.doc).
Niente, neanche un lampo di coscienza, di pudore, di rispetto per le istituzioni e per i cittadini che dovrebbe rappresentare.
19:13
Scritto da : sullozero
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15/11/2009
Cittadini informatevi sulle disastrose conseguenze del DDL sul “Processo Breve”
Pochi giorni fa la maggioranza ha presentato in Parlamento il disegno di legge sul Processo Breve.
La norma prevede che nessun processo penale, civile o amministrativo possa durare più di sei anni. Due anni per ogni grado di giudizio. Si applicherà solo ai crimini che prevedono pene inferiori ai dieci anni di carcere. Questi verranno automaticamente annullati se il giudice non emette una sentenza nei 24 mesi a partire dall'apertura del processo da parte dell'accusa.
La nuova legge si applicherà solo agli imputati che non siano stati condannati precedentemente, ovvero agli incensurati. Tranne in un caso. Come richiesto dalla Lega Nord, che alla fine ha appoggiato la legge, gli stranieri accusati di immigrazione illegale, crimine punibile con una multa, non avranno diritto al processo breve. Verranno quindi messi sullo stesso piano degli imputati per corruzione o omicidio colposo.
La norma si applica anche per i processi in corso che non sono ancora giunti ad una sentenza di primo grado: i giudici italiani calcolano che la nuova legge fará annullare circa 100.000 processi. Di seguito l’elenco dei reati per cui i processi in corso rischieranno di essere prescritti (ovvero si estingueranno con buona pace dei cittadini parte lesa che non avranno alcuna giustizia; un esempio conosciuto: con la nuova legge, il processo relativo alla Clinica Santa Rita di Milano dovrà chiudersi con sentenza di primo grado entro luglio 2010, altrimenti sarà prescritto).
Delitti contro la persona: Omicidio colposo, Lesione personale, Abbandono di minori, Percosse, Omissione di soccorso
Delitti contro il patrimonio: Appropriazione indebita, Truffa, Ricettazione, Furto non aggravato, Danneggiamento
Delitti contro la pubblica amministrazione: Peculato d'uso, Corruzione, Corruzione in atti giudiziari, Abuso d'ufficio, Malversazione a danno dello Stato, Rivelazione di segreti d'ufficio, Resistenza a pubblico ufficiale, Millantato credito, Frode nelle pubbliche forniture, Delitti contro la libertà individuale, Detenzione di materiale pornografico, Corruzione di minore, Arresto illegale, Minaccia grave, Violazione di domicilio.
Reati societari: False comunicazioni sociali, Falso in prospetto, Infedeltà patrimoniale, Falso dei revisori, Impedito controllo, Indebita restituzione dei conferimenti, Illecite operazioni sulle azioni, Operazioni in pregiudizio dei creditori, Formazione fittizia del capitale, Indebita ripartizione dei beni, Infedeltà patrimoniale, Infedeltà a seguito di promessa di utilità, Illecita influenza sull'assemblea dei soci, Aggiotaggio su titoli non quotati, Ostacolo alle funzioni di vigilanza
Reati finanziari: Corruzione dei revisori, Falso nelle relazioni dei revisori, Gestione infedele, Confusione di patrimoni, Irregolare acquisto di azioni
Rati Tributari: Dichiarazione fraudolenta con uso di fatture false, Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, Dichiarazione infedele, Omessa dichiarazione, Emissione fatture false, Distruzione delle scritture contabili
Tutto questo perché? Non certo per migliorare la giustizia in Italia, dato che questa norma la affossa definitivamente punendo i cittadini e favorendo i criminali. La legge fará scattare, di fatto, la "depenalizzazione" di molti reati gravi e fornirà "impunità" alla gran maggioranza di reati.
E’ come se per far passare la febbre ad una persona si decidesse di cambiare la scala del termometro. Sembrerebbe assurdo, ma invece la legge ha una ragione ben chiara e precisa, ampiamente ammessa da diversi esponenti della stessa maggioranza: il premier deve poter governare serenamente senza sottoporsi alle leggi italiane.
Infatti, le conseguenze per Berlusconi sono che i suoi processi in corso moriranno senza condanne: il caso Mills (in cui é accusato di corruzione) e il caso Mediaset (frode fiscale) sono iniziati nel 2005 e 2006, rispettivamente. Siccome per entrambi non c'é ancora stata una sentenza, questi sarebbero subito annullati, insieme ad altre decine di migliaia in cui sono coinvolti dei poveri cristi.
A quanto pare agli italiani sta bene così, dato che la maggior parte di loro sembra essere indifferente anche a questa ennesima legge ritagliata su misura per proteggere una persona ma che avrà conseguenze su tutti i cittadini, portando iniquità nella giustizia italiana. Sembra che molte persone siano state trasformate in tifosi con una fede che prescinde dal comportamento dei giocatori della loro “squadra”.
Ma forse questa proposta di legge è così spudorata che mira (analogamente a quanto fatto nel 2008 con la norma blocca processi) ad uno scambio: si ritirerà il disegno di legge per ottenere un appoggio di parte della minoranza per votare una legge costituzionale (ci vogliono due terzi dei parlamentari per farlo) e ripristinare l’immunità parlamentare.
Così anche chi si prende la briga di informarsi non saprà più nulla e saremo tutti inconsapevoli e contenti.
Complimenti italiani.
21:37
Scritto da : sullozero
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12/11/2009
La falsa riduzione delle tasse sull’IRPEF va di scena al TG5 delle 20
Giovedì 12 novembre, TG5 delle 20, titolo di apertura:
«Primo taglio per le tasse sull’irpef» (Link al Servizio)
Notizia ripresa dal quotidiano “Il Giornale” con questo titolo (2009-11-12 Il Giornale.doc):
«Via al taglio dell'Irpef: meno tasse per le famiglie»
Guardando il servizio del TG5 o leggendo il titolo dell’articolo del Giornale si ha la percezione di una riduzione delle tasse (irpef) per i titolari della partita iva.
E’ una menzogna
Un inganno verso i telespettatori per far passare il falso messaggio della riduzione delle tasse.
Non si tratta di alcuna riduzione delle tasse ma solo di un differimento, ovvero di uno spostamento a maggio di una quota parte dell’acconto irpef.
Il servizio del TG5 non fa alcun riferimento al conguaglio di maggio ma cita solo la riduzione di novembre, come se fosse una riduzione delle tasse.
In realtà il provvedimento mira a dare un sostegno alla liquidità dei contribuenti che pagano gli acconti per spingere i consumi nel periodo natalizio. Basterebbe dirlo senza ingannare i telespettatori.
Il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri riduce l'acconto Irpef da versare entro il prossimo 30 novembre di 20 punti percentuali, dal 99% al 79 per cento. L'intervento, riferiscono fonti del ministero dell'Economia, vale 3,8 miliardi e sarà coperto con le risorse provenienti dallo scudo fiscale. Il recupero sarà effettuato in sede di conguaglio nel 2010. (2009-11-12 Il Sole24Ore.doc).
Radio24, ore 18.00, audio, 
(i tagli a Ires e Irap citati nel servizio sono poi stati esclusi)
23:14
Scritto da : sullozero
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08/11/2009
La libertà di delinquere è un valore: un esempio pratico
Giuseppe Ciarrapico è un pluri pregiudicato Italiano. Ad oggi ha subito 5 condanne definitive (Libro “Se li conosci li eviti”, pagina 125, Video):
1. Condannato nel 1973 per truffa aggravata e continuata a Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti;
2. Condannato nel 1974 ad una multa di 623.500 lire per aver violato quattro volte la legge sul lavoro minorile;
3. Condannato nel 1996 a 4 anni e mezzo (4 anni saranno condonati) per il crac del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi (bancarotta fraudolenta) in seguito al quale non ha mai risarcito i danni alle parti civili, cambiando continuamente residenza;
4. Condannato nel 1999 a 3 anni per il crac da 70 miliardi di lire della Casina Valadier, il palazzetto liberty romano trasformato in ristorante (ricettazione fallimentare);
5. Condannato nel 2000 per finanziamento illecito dei partiti (era stato arrestato nel 1993 durante tangentopoli per aver versato 250 milioni di lire al Psdi).
Non bastasse questo, ha subito diversi rinvii a giudizio, è stato più volte arrestato ed ha usufruito più volte della prescrizione per altri reati. Nonostante le condanne definitive per oltre 7 anni non è tornato in carcere a scontare la sua pena per motivi di età ed ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Insomma un delinquente incallito, con una fedina penale lunghissima.
Giuseppe Ciarrapico è anche un imprenditore: gestisce diverse cliniche private nel Lazio ma soprattutto è un editore di 11 quotidiani locali nel Lazio e nel Molise.
Ad aprile 2008 Giuseppe Ciarrapico è stato candidato ed eletto a Senatore della Repubblica con il PDL, su richiesta di Berlusconi e nonostante il parere contrario di Alleanza Nazionale.
Una promozione per un impresentabile, alla faccia della legalità, del rispetto delle regole, della coerenza. Solo a febbraio 2008 il Presidente del Consiglio parlava di “liste pulite” e dichiarava a Matrix:
«Fuori lista gli inquisiti» (Silvio Berlusconi, 2008-02-08 Il Corriere della Sera.doc)
«chi è supposto autore di reati non deve essere messo in lista» (Silvio Berlusconi, 2008-02-08 Il Corriere della Sera.doc)
Un insulto verso gli elettori del centrodestra e verso tutti i cittadini che vogliono il rispetto delle regole, la trasparenza.
La totale assenza di vergogna per le continue menzogne che giornalmente ci vengono propinate è figlia della certezza che i cittadini hanno la memoria corta, che sono facilmente manipolabili, che possono essere continuamente ingannati con slogan e annunci attraverso continue tecniche di propaganda. Per fare un esempio su questo tema, la tecnica dell'affibbiare soprannomi (o stereotipi: “giustizialisti”, “toghe rosse”, “controcultura”) lega una persona o un’idea ad un simbolo negativo. Chi usa questa tecnica spera che il cittadino respinga la persona o la sua idea sulla base del simbolo negativo, invece di entrare nel merito del contenuto, verificarlo e valutarlo di conseguenza.
Tornando al Senatore Ciarrapico, qual è l’apporto di un personaggio del genere ad un sistema democratico?
Ma soprattutto: perché candidare un pluri pregiudicato?
A quest’ultima domanda la risposta è stata data dallo stesso Presidente del Consiglio ed è fondamentale per capire quale sia l’etica, la coerenza, la concezione della libertà d’informazione da parte di chi dovrebbe rappresentarci in Italia e all’estero:
I giornali non servono per dare notizie ma per far vincere le elezioni, per spostare voti, indipendentemente dalla verità dei fatti.
Ciarrapico quindi è stato candidato proprio perché eserciti il conflitto di interessi (editore e politico) che lo riguarda; il fatto che sia un pluri pregiudicato senza alcun interesse nel risolvere i problemi del Paese è irrilevante.
Questa è l’essenza della politica "delle libertà" : il fine (il mantenimento del potere e dell’impunità alla faccia degli interessi del 95% dei cittadini) con qualunque mezzo (candidare pregiudicati, personaggi in odore di mafia o camorra, uomini con un passato torbido e quindi ricattabili, cioè controllabili e cosi via).
12:45
Scritto da : sullozero
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01/11/2009
La conoscenza ci rende liberi
A settembre 2009, l’Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha presentato il rapporto annuale "Education at a Glance" che calcola il rendimento degli investimenti in educazione, confrontando i costi dell'istruzione con le prospettive salariali nei 30 paesi membri (tra cui l’Italia) dell’organizzazione.
Purtroppo la scuola italiana non ne esce bene. Si passa troppo tempo sui banchi di scuola in proporzione ai risultati ottenuti, la flessibilità nella formazione è praticamente assente in tutte le scuole dell’obbligo in cui le materie sono rigidamente suddivise tra lettere e affini, matematica e scienze. Gli insegnanti sono mediamente sottopagati: 40mila dollari l’anno dopo 15 anni di servizio contro i 90mila del Lussemburgo, i 60mila della Svizzera e i 50mila della Germania. Inoltre in Italia gli insegnanti sono "lasciati da soli", senza nessuno che valuti le loro prestazioni o il loro rendimento: il 55% degli insegnanti italiani non riceve alcun tipo di riscontro, positivo o negativo, in riferimento al lavoro svolto, e il 20% non riceve giudizi neanche all’interno dell’istituto per cui lavora. (2009-09-08 Il Sole24Ore.doc). Insomma, problemi strutturali che hanno radici lontane.
Detto questo, l’OCSE sottolinea che la preparazione e l’adeguata formazione sono e saranno la leva principale per uscire dalla crisi. Insomma, investimento e formazione (2009-09-09 Il Sole24Ore.doc, video) per sviluppare le nuove competenze che saranno richieste dalla ripresa.
Oggi purtroppo assistiamo giornalmente all’emigrazione forzata di giovani talenti italiani: da anni esportiamo migliaia di ricercatori e per ogni dieci che se ne vanno meno di uno viene, o torna, dall'estero (Istituto di ricerca economica di Berlino, 2008-10-21 Il Sole24Ore.doc). L’Italia infatti è ultima in Europa per capacità di attrarre studiosi da fuori, ma anche di trattenere i propri cittadini.
D’altra parte, mentre i paesi OCSE investono mediamente il 6,2% del PIL nella formazione (alcuni esempi: Danimarca 7,3%, Svezia 6,3%, Portogallo 5,6%), l’Italia si ferma sotto la media, al 4,9% (Tab-Pil.xls). Troppo poco e per giunta le stesse scarse risorse vengono spesso sprecate o mal spese. Si dovrebbero quindi razionalizzare le spese analizzando ed individuando puntualmente gli sprechi senza generalizzare e, parallelamente, incrementare gli investimenti attraverso un progetto strutturale a medio lungo termine.
Ricapitolando: investire nell’educazione e nell’offerta formativa è - a maggior ragione in un periodo di crisi - il punto chiave per costruire una società più equa, che possa porre il cittadino al centro dell’attenzione, rendendolo autonomo, consapevole dei propri diritti e doveri, critico verso ogni forma di controllo che cerchi di limitarne la libertà.
Cosa prevede la legge Finanziaria disposta dal Governo per arricchire l’offerta formativa nella scuola italiana?
Tagli, tagli e ancora tagli. Forse agli sprechi? L’associazione taglio-spreco è una pura illusione se affrontata superficialmente. Il punto è che nessuna scure che si abbatta alla cieca ha mai generato nuove forme di virtù: colpendo in misura eguale chi ha gestito malissimo le proprie risorse e chi lo ha fatto al meglio, la manovra di Governo non apporta alcun beneficio all’attuale sistema.
Taglio di 40 milioni di euro per l’offerta formativa nel 2009 (da 179 a 140,5 milioni di euro). Progressivamente il fondo in questione sarà ulteriormente ridotto a 130 milioni nel 2010 e 99,5 milioni sia nel 2011 che nel 2012: -50% in quattro anni (2009-10-19 Il Sole24Ore.doc).
Stiamo parlando della riduzione dei fondi che dovrebbero servire per sostenere, tra l’altro, la formazione del personale, l’handicap, l’innovazione e l’alternanza scuola-lavoro, le attività di educazione alla salute, all'ambiente e alla cittadinanza.
Il paradosso, riportato da alcuni quotidiani in questi giorni, è che “il merito” rischia di essere ta(rta)ssato. Nella scorsa legislatura era stato introdotto un bonus di 1000 euro per gli studenti meritevoli che avevano superato gli esami di maturità con il massimo dei voti, 100 e lode. Il bonus è stato ridotto dall’attuale Governo a 650 euro e, secondo una nuova interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, sarebbe soggetto a tassazione del 20%, in quanto considerato reddito (2009-10-28 Il Corriere della Sera.doc). Le polemiche scatenate da questa notizia hanno fatto “rientrare” l’interpretazione del fisco ed i 650 euro non saranno tassati. Forse era troppo impopolare (2009-10-29 Il Corriere della Sera.doc).
Questa politica rischia di trascinare verso il basso il livello culturale del nostro paese, di impoverirlo, di renderci impreparati di fronte ai cambiamenti. Senza conoscenza viene a mancare anche la consapevolezza dei nostri diritti, dei nostri doveri. Se io non so “una cosa”, allora non sono in grado di farmi un’opinione a riguardo. Il non sapere, l’ignorare un fatto, una vicenda, il ricordo di quanto promesso e poi puntualmente non mantenuto è la benzina che alimenta coloro che ci governano immersi nella loro impunità.
10:15
Scritto da : sullozero
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